Bustina di zucchero…antica modernità.

Da quando la legge ha bocciato la “vecchia” zuccheriera da bancone,la ritroviamo dappertutto: al bar, al ristorante, in ufficio e persino a casa!
La bustina di zucchero è entrata a pieno titolo nella nostra quotidianità ed è molto apprezzata per praticità e igiene.
Ma come nasce l’idea di chiudere lo zucchero in un involucro?
E’ una storia che parte da lontano e questo breve ritratto, ci aiuterà a saperne un po’ di più…

Si narra che l’inventore sia stato Mr. Partridge di Filadelfia, nel 1862, ma la storia ufficiale delle bustine da zucchero inizia in Francia oltre un secolo fa.

I primi pezzi di carta destinati all’imballaggio delle bustine, furono inventati infatti da due parigini, Loïc de Combourg e François de la Tourrasse, che depositarono la loro invenzione nel 1908: le Sucre –Pochette.

Il 17 maggio 1909, Ernest Picard depositò un marchio di fabbrica per un involucro speciale destinato a contenere “zucchero igienico in bustina, per unità differenti, protetto dalle mosche e dai microbi della polvere”.

Con la prima guerra mondiale, arrivò un altro genere di bustina avente lo scopo di razionare lo zucchero per persona.

Tra il febbraio 1917 e il gennaio 1918 alcuni ristoranti fecero fabbricare delle bustine di zucchero in polvere con la scritta “ne gaspillez pas le sucre” e “ration pour une tasse” (“non sprecare lo zucchero” e “razione per una tazza”), trasformando le bustine in un mezzo di comunicazione per messaggi sociali.

Qualche anno più tardi, in Germania, si cominciò a confezionare lo zucchero in piccole piramidi di cartone: bastava strapparne il vertice e dosarne la quantità desiderata.

In Italia, la bustina di zucchero è arrivata più tardi ed ha iniziato a circolare solo alla fine del secondo conflitto mondiale.

All’epoca le bustine non erano sigillate, ma avevano una linguetta nella parte superiore che permetteva ai commercianti di riempirle singolarmente su indicazione del cliente.

Questo lavoro certosino di riempimento, oggi viene effettuato da macchine imbustatici, in grado di dosare lo zucchero e inserirlo in bustine di svariati formati (rettangolari, quadrate, stick, a cuore, ecc.), che verranno poi sigillate, garantendo al prodotto igienico e incontaminato.

E chi l’avrebbe detto?

In definitiva la bustina di zucchero ha oltre 150 anni… davvero un’ antica modernità!