Il pastorello che “scoprì” il caffè

Il mondo del caffè è contornato da miti e leggende che rendono la sua lunga storia ancora più affascinante.

In migliaia di anni una miriade aneddoti, racconti e tradizioni si sono inanellati attorno a questa straordinaria bevanda e non è sempre così semplice cogliere i confini tra realtà e fantasia.

Tra le tante leggende che vedono protagonista il nostro amato caffè, la più nota è sicuramente quella di Kaldi, il pastorello dello Yemen.

 

Tempo fa, un giovane pastore, notò che il suo gregge da qualche giorno era particolarmente irrequieto.

Incuriosito dal loro comportamento, decise di seguire le sue caprette durante il pascolo.

Gli animali erano attratte dalle piccole bacche rosse che spuntavano da un arbusto e ne mangiavano in gran quantità.

Decise allora di portare quei frutti portentosi in un monastero che sorgeva nelle vicinanze: sicuramente i monaci, con il loro sapere, avrebbero svelato il mistero.

I monaci sottoposero le drupe di caffè a numerosi esperimenti…infine, decisero di abbrustolirle.

I chicchi  di caffè iniziarono ad emanare un profumo intenso ed avvolgente!

A quel punto non restava che sbriciolarli, mescolarli con l’acqua e farne una buona bevanda.

Ben presto il decotto di caffè  manifestò i suoi “effetti” anche sugli umani….ma ai monaci non dispiacque!

Oltre a donare  un tocco di agitazione in più, la nuova bevanda si rivelò un ottimo alleato per rimandare il sonno durante le lunghe veglie di preghiera.