Il caffè, una bevanda “memorabile”

Uno studio americano, attraverso un test di riconoscimento visivo, ha dimostrato gli effetti specifici della caffeina sul consolidamento dei ricordi.

Tutti coloro che lo amano hanno potuto sperimentare di persona le tante virtù del caffè: aumenta la concentrazione, rende più attivi, aiuta a “metterci in piedi” appena svegli ed è un piacere da gustare e condividere.

Secondo uno studio statunitense condotto dalla Hopkins University di Baltimora e l’Università della California di Irvine, il caffè avrebbe anche la capacità di migliorare la memoria a lungo termine, permettendo al nostro cervello di “registrare” con maggior efficacia le informazioni.

Per dimostrarlo il team di scienziati ha sottoposto un gruppo di volontari adulti, consumatori di quantità minime di caffeina, ad un test molto semplice: visionare una sequenza di immagini sullo schermo di un computer raffiguranti oggetti d’uso comune.

Al termine del test, ad alcuni è stata somministrata una compressa contenente 200 mg di caffeina , ad altri un placebo.

Il giorno seguente, i soggetti hanno visionato nuovamente delle immagini: alcune identiche a quelle del giorno precedente, altre nuove e altre ancora solo lievemente diverse (es. stesso oggetto, ma diversa prospettiva).

Ebbene, i partecipanti che avevano ricevuto il caffè ricordavano di più e meglio senza lasciarsi ingannare dalle “immagini trappola”.

 

 

La ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience, è la dimostrazione che la caffeina ha effetti cognitivi nell’uomo, fissa i ricordi rendendoli più difficili da dimenticare.

Attenti a non esagerare : il quantitativo giusto di caffeina è quello contenuto in 2-3-tazzine di espresso.

Per gli smemorati di tutto il mondo, oltre al classico “nodo al fazzoletto”, oggi c’è un alleato in più.

E quando qualcuno vi chiederà: “ Ti sei ricordato di…”, potrete sempre rispondere: “Parliamone dopo il caffè!”