E il caffè finì nell’acqua santa!

Al suo arrivo in Italia ebbe un’accoglienza tutt’altro che calorosa… Bollato con l’appellativo di “bevanda del diavolo”, il nostro amatissimo caffè prima di diventar tale, dovette superare molti pregiudizi.
Chi ne riscattò la reputazione? Nientemeno che Sua Santità, il Papa!

Non sappiamo farne a meno ed è uno dei simboli della nostra “italianità”…, ma il suo sbarcò nel “bel paese” destò non poco scandalo.

La storia del caffè in Europa inizia nei primi anni del XVII secolo nel porto di  Venezia, uno dei principali punti di scambio tra Occidente e Nord Africa, regione da dove provenivano i preziosi chicchi di caffè.

La nuova bevanda nera ed aromatica dalle proprietà eccitanti, destò molti sospetti nella popolazione, specialmente nel mondo ecclesiale.

L’accusa ricorrente era che il caffè fosse un “raddoppiatore dell’io”, capace di togliere il sonno e rendere irrequieti anche i caratteri più miti.

 

 

La sua provenienza araba e il fatto che fosse largamente consumato nel mondo musulmano, specie tra i turchi, non ne favorì certo le simpatie.

Inoltre, all’epoca, il caffè veniva venduto principalmente nelle “botteghe del caffè” e nelle taverne, notoriamente luoghi di peccato e perdizione. La Chiesa pertanto tentò di confinare il “vino d’arabia” ai margini della vita sociale.

 

 

Alcuni esponenti del clero arrivano a definire il caffè “un’invenzione di Satana” e chiesero al Papa di bandirlo ufficialmente.

Il pontefice Clemente VIII, prima di prendere una decisione così drastica, decise di “sperimentare” personalmente l’oscura bevanda e chiese di assaggiare del caffè della migliore qualità.

La sentenza fu inequivocabile: « Questa bevanda di Satana è talmente deliziosa che sarebbe un peccato lasciarla esclusivamente agli infedeli. Imbroglieremo il demonio battezzandola!»

E così il caffè passò dal diavolo all’acqua santa e da “bevanda cristiana” presto si diffuse in tutto il continente europeo.

 

Peccato che la Gemar Italia sia nata solo nel 1983 e non abbia potuto partecipare al battesimo del caffè: sarebbe stata la “madrina” ideale.