Mojito… all’arrembaggio!

E’ uno dei cocktail più amati, il cui nome rievoca sole, spiagge e serate in compagnia.
Menta, lime, Rum e zucchero di canna… gli ingredienti ideali per una bevanda dissetante dal sapore esotico e dalle origini leggendarie.
Ma come nasce il Mojito?
Per scoprirlo bisogna fare un tuffo nel Mar dei Caraibi.

Sulle origini del famoso cocktail si rincorrono varie leggende.

Il Mojito nasce negli anni ’30 a Cuba, ma divenne famoso vent’ anni dopo grazie ad Ernest Heminguay.

Lo scrittore soggiornò sull’isola durante la stesura de “Il vecchio e il Mare” ed era solito sorseggiare Mojito nel suo bar preferito, la Bodeguita del Medio.

Qui veniva preparato dal grande barman Angelo Martinez, seguendo un’antica ricetta del XVI secolo attribuita a Sir Francis Drake in persona!

 

 

Si narra che il famoso pirata che circumnavigò il mondo, sia stato l’inventore del Mojito.

Il corsaro di Sua Maestà creò questa eccellente mistura allo scopo di facilitare la vita del suo equipaggio.

Il lime, ricco di vitamine, era il principale rimedio contro lo scorbuto, una grave malattia causata dalla carenza di vitamina C che colpiva  spesso i naviganti.

La menta, con la sua forte aromaticità, aveva doti antinfiammatorie e aiutava la digestione.

Il rum, noto come aguardiente (un distillato di melassa), era il principale disinfettante dell’epoca sia per le ferite che per uso alimentare.

Lo zucchero di canna, una risorsa facilmente reperibile ai Caraibi, con le sue vitamine e sali minerali aveva funzioni ricostituenti.

 

Tutti ingredienti semplici che potevano essere coltivati a bordo o conservati per lunghi periodi nelle stive.

Inoltre grazie alle sue caratteristiche alcoliche la bevanda donava ai pirati quel pizzico di spregiudicatezza in più nel lanciarsi all’arrembaggio di navi nemiche.

Se a tutti questi benefici aggiungiamo il fatto che sia anche buono e dissetante, si comprende bene come in poco tempo il Mojito si diffuse in tutti i Caraibi.

A decretarne poi il successo planetario ci pensò Hemingway.

E chissà, forse il nome del Mojito, che in lingua voodo significa “incantesimo”, nacque proprio osservando lo scrittore stregato da quel cocktail per lui tanto speciale.